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Perché i soba noodles, in realtà, iniziano per “A”.

“A” come “Amicizia”, “Amore”, “Attenzione”… Insomma come tutti quegli ingredienti che nutrono l’Anima e il cuore, che rendono speciale il pranzo della domenica anche per una single come me. Un pranzo che ti fa sentire il calore di Casa anche lontano da Casa.

Prima di condividere con voi ci tengo a precisare che questa ricetta mi è stata suggerita da una persona speciale, cara Amica e l’ho seguita alla lettera, nel rispetto di una tradizione non mia e della gentilezza con cui mi è stata regalata: fatene buon uso anche voi❤️

Occorrente:

Il wok.

Ingredienti:

  • 70 gr di soba noodles
  • 80 gr di broccoli a fettine sottili
  • 40 gr di zucchine alla julienne
  • 40 gr di porro anch’esso a fettine sottili
  • 20 gr di cipollotto tritato
  • 20 ml di salsa di soia a basso contenuto di sale
  • 1 cucchiaino di olio di sesamo (se non lo avete omettetelo, ma NON sostituitelo con altri oli!)
  • wasabi q. b. (facoltativo)

Procedimento:

Scaldate il wok e metteteci dentro il porro col cipollotto. Girate qualche minuto dopodiché versate i broccoli e coprite. Quando questi ultimi si saranno ammorbiditi aggiungete le zucchine e fate andare per circa 5 minuti.

Nel frattempo fate bollire l’acqua per cuocere i vostri noodles.

In un tegamino scaldate la salsa di soia finché non spunta il bollore. Spegnete e fate raffreddare.

Nell’acqua bollente versate la pasta e cucinatela un minuto in meno rispetto il tempo di cottura indicato sulla confezione: i miei li ho sbollentati due minuti… L’ultimo minuto completeranno la cottura nel wok.

Scolateli, passatelli sotto l’acqua fredda e versateli nel wok con le verdure. Mescolate per un minuto a fiamma alta.

In una ciotola mischiate la soia portata a bollore con l’olio di sesamo e, se gradite, scioglietevi un po’ di wasabi.

Gustatevi i vostri noodles pucciandoli nella salsa sopra ottenuta.

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Un pranzo speciale con meno di 390 calorie… L’ho festeggiato, perché i pranzi speciali vanno festeggiati, con un blanc de blancs metodo classico di casa nostra: Franciacorta DOCG.

Buon pranzo della domenica: che vi scaldi il cuore come lo ha scaldato a me❤

N. B.:

Non usate sale aggiunto, non serve neanche nell’acqua di cottura della pasta. Basterà la sapidità della salsa di soia a completare il gusto del piatto.

Coccolati ancoraaa…

…con le nuvole sulla tavolaaa🎶

Mi perdonino i Negramaro per avergli storpiato la canzone di domenica mattina!

Beh… Come dire: “meglio tardi che mai”… vi posto la ricetta del mio “cloud bread” di qualche sera fa.

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Ne sentivo parlare da tanto così mi son detta devo provarlo. Ho fatto a naso, avrei forse dovuto usare del formaggio tipo Philadelphia, ma non ne avevo per cui ho usato della ricotta light senza lattosio.

Occorrente:

Frustino elettrico e leccarda da forno.

Ingredienti:

  • un uovo intero
  • 45 gr di ricotta light senza lattosio o formaggio tipo Philadelphia sempre light e delattosato
  • 3 gr di cremor tartaro

Procedimento:

Pre-riscaldate il forno statico a 165°C.

Separate il tuorlo dall’albume e montate a neve ben ferma quest’ultimo con l’aggiunta del cremor tartaro. Unite il formaggio al tuorlo e amalgamate bene. Aggiungete da ultimo l’albume al composto con l’ausilio di una spatola.

Rivestite con carta forno la leccarda e formate due mucchietti di impasto.

Infornate per circa 20 minuti.

L’ho provato sia per cena, sia a colazione.

Per cena con verdure grigliate, pomodorini e mozzarella senza lattosio non ho superato le 330 calorie per la mia monoporzione.

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A colazione ho coperto il mio cloud bread con un po’ di yogurt senza lattosio e guarnito con lamponi… Calorie? 150… Esagerando!

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In ambo le versioni questa “nuvola” di pane ha soddisfatto a pieno il mio palato.

Proteico, low cal e… indicato anche per celiaci o intolleranti alle farine.

Che dirvi? Buona domenica a tutti: che sia leggera come una nuvola!

Lo faccio strano? Ma si… Vegano!

La creatività? L’abbiamo imparata da bambini…quando organizzavamo il tè delle cinque con tazzine di plastica colme di bevande calde inesistenti, ma dal sapore speciale. Quando guidavamo auto potentissime da una sediolina in miniatura. Già… La fortuna di aver avuto un’infanzia con poca tecnologia forse ci ha dato tanta creatività!

Così la mia cena di stasera è nata dalla mia fantasia: avevo voglia di hamburger. Peccato che non avevo carne trita in casa. Peccato o per fortuna… ho aperto la dispensa e mi son detta: “Lo faccio strano! Lo faccio vegano!”

Occorrente:

Wok o padella antiaderente e un mixer.

Ingredienti:

Per il burger vegano:

  • 40 gr di lenticchie o ceci (peso da crudo!). Se usate dei legumi precotti 125 gr deve essere il peso finale
  • 25 gr di quinoa
  • 5 gr di farina di farro integrale
  • erba cipollina q.b.
  • curry, sale e pepe q.b.
  • un panino integrale da 50 gr
  • un po’ di cipolla tritata
  • 3 pomodorini pachino
  • 2 foglie di lattuga

Per la salsa allo yogurt:

  • 40 gr di yogurt magro senza lattosio
  • timo, menta ed erba cipollina
  • qualche goccia di succo di lime

Procedimento:

Cuocete le vostre lenticchie o i vostri ceci con un po’ di carota e aglio. Se avete invece optato per i legumi precotti, scolateli bene.

In un pentolino cuocete la quinoa, ben coperta con l’acqua, per 15 minuti.

Passate al mixer i legumi che avete scelto, la quinoa, la farina di farro, le spezie e l’erba cipollina, tutto assieme.

Fate riposare una mezz’ora.

Scaldate il wok o la padella antiaderente. Formate un burger con l’impasto preparato in precedenza: se fosse troppo morbido, mettete un coppapasta rotondo sulla padella/wok e versatevi il composto. Fate asciugare a fiamma bassa, togliete il coppapasta e girate delicatamente. Fate cuocere qualche minuto.

Frullate lo yogurt con il timo, la menta, l’erba cipollina e il succo di lime.

Tostate il panino integrale tagliato a metà nella padella/wok dove avete cucinato il vostro burger. Assemblate il piatto spalmando sul pane la salsa allo yogurt. Disponete sopra la lattuga, il burger, i pomodorini tagliati a metà e la cipolla in questo ordine. Ricoprite col restante pane.

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Ecco il mio risultato: vegano, circa 450 calorie e per niente male… Anzi!

Provate per credere!

 

Capesante… Perché tu sei importante!

Lo so il titolo non è il massimo, ma stasera la fantasia scarseggia. Giornata lunga, impegnativa… Non vedevo l’ora di tornare a casa per stare con me stessa.

Occorrente:

La “compagnia” di voi stessi… Prendersi tempo è “l’occorrente/ingrediente” fondamentale per la riuscita di qualunque cosa… Soprattutto di una ricetta!

Ingredienti:

  • 100 gr di punte di asparagi
  • 80 gr di pomodorini pachino
  • 30 gr di spinacini
  • 15 gr di cipollotto sminuzzato
  • 7 gr di peperoncino fresco tritato (facoltativo)
  • 10 gr di salsa di soya low salt
  • 10 gr di olio evo
  • il succo di mezzo lime
  • 100 gr di capesante senza guscio
  • sale q. b.

Procedimento:

Saltate al wok rovente (o in alternativa una padella antiaderente) le punte di asparagi per dieci minuti coprendo con un coperchio. Aggiungete mezzo bicchiere di acqua per favorire la cottura (devono comunque restare abbastanza croccanti) e aggiustate di sale. Tenete da parte gli asparagi.

Nella stessa padella fate saltare qualche minuto 5 gr di olio evo e il trito di cipollotto e peperoncino. Versatevi poi le capesante avendo cura di rosolarle pochissimi minuti per lato,  la salsa di soya, il succo di lime e i restanti 5 gr di olio e spegnete il fuoco: deve restare un fondo di cottura.

Sciacquate accuratamente gli spinacini e i pomodorini. Dividete a metà questi ultimi, aggiungete le capesante saltate con il loro fondo di cottura e le punte di asparagi: mescolate bene.

Impiattate e gustatevi la vostra cena low cal.: meno di 300 calorie che salgono comunque sotto le 400 se accompagnate da una porzione di 40/50 gr di pane integrale.

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Buonanotte a tutti.

Ma soprattutto buonanotte a te che stai leggendo… Con una raccomandazione:

“Amati non per dovere, ma perché te lo devi!”

-Silvia Nelli-

 

 

Cena di un’ egoriferita!

“Si cucina sempre pensando a qualcuno…”

Non so di chi sia questa frase, mi scuso per questo, ma stasera calza a pennello!

Ho imparato che devo prendermi del tempo per me stessa, ogni giorno, a cominciare dalle cose più banali… Come quando la sera, nel beato silenzio di casa, mi preparo la cena. A volte sorseggio un nuovo vino, ma stasera no: questa è la settimana dedicata a smaltire i bagordi Natalizi, per cui acqua!

Però penso a me stessa: a come 12 anni fa mai mi sarei aspettata la vita di oggi: sognavo una casa grande tra L’Aquila e Teramo, un giardino, un cane, un amore travolgente, dei figli… Insomma una vita alla “Mulino Bianco”!

Non è andata proprio così… Sorrido! Un bilocale in una città frenetica e caotica come Milano, cinque piante in casa che ancora sopravvivono (per fortuna!), il mio Poldo che vive nel mio cuore, ma è l’ombra a quattro zampe del mio Babbo, le farfalle nello stomaco solo per la fame e nessun figlio. Beh, ma è andata bene: sono qui a sorriderci… Se non fossi la mozzarella single addicted di oggi non sarei io! Non avrei neanche mai immaginato di amare così tanto questa città e le persone che vi ho conosciuto. Di imparare a ballare fidandomi dell’uomo che mi guidava nel tango, o di farlo su un palco con la danza del ventre. Di tirare due calci ad un pallone come un maschiaccio e di scoprire che la cosa mi piaceva. Di diventare un sommelier dopo anni di infanzia passati con papà a “legare” le viti ai filari con le ginestre. Mai avrei pensato di riuscire a soccorrere persone in difficoltà quando un tempo se vedevo qualcuno star male ero la prima a svenire. Ma il bello della vita è che vivi oggi… Ogni giorno! Ieri è passato e non puoi cambiarlo, ma puoi farne tesoro. Domani puoi progettarlo, ma potrebbe accaderti dell’altro e potresti scoprire che è persino più bello. Oggi è oggi! È ora, è adesso e puoi (e DEVI) viverlo al meglio.

Così pensando a me, alla persona che sono, che (oggi) amo e vi garantisco che ho passato anni a combattere con me stessa, ad essere il peggior giudice di Patrizia, prima di capire che se fossi stata più clemente sarei stata “solo” più felice, stasera ho preparato la mia cena!

Solo che se è vero, come ho citato all’inizio, che si cucina pensando a qualcuno, se, pensando a me stessa, ho cucinato del pollo… Beh, due domande dovrò mica farmele? 🤔😜😂

Occorrente:

Amore: per voi o per chi volete… Purché cuciniate con Amore: è questo l’ingrediente o occorrente “segreto” per la riuscita di ogni ricetta.

Ingredienti:

Per le crêpes:

  • 25 gr di farina di farro
  • 80 gr di acqua
  • sale q. b.

Per la mousse di avocado:

  • 40 gr di avocado
  • 40 gr di yogurt magro senza lattosio
  • succo di mezzo lime
  • sale q. b.

Per il ripieno delle crêpes:

  • 100 gr di petto di pollo
  • 100 gr di peperoni gialli e rossi
  • 100 gr di zucchine
  • 20 gr di lattuga
  • sale e pepe q. b.

Procedimento:

Scaldate il wok o una padella antiaderente. Mischiate velocemente per non fare grumi la farina con l’acqua e un pizzico di sale. Con questa dose verranno due crêpes: fatele cuocere bene girandole solo quando si staccheranno da sole dal fondo della pentola che avrete scelto.

Nel mixer frullate l’avocado con lo yogurt, il succo di lime e un pizzico di sale.

Tagliate a listarelle il pollo, i peperoni e le zucchine e cuoceteli separatamente nel wok o padella rovente aggiustando solo di sale e pepe e, aggiungendo un goccio d’acqua se serve per completare la cottura.

Impiattate usando per base le crêpes: distribuitevi sopra un po’ di mousse di avocado, farcitele con la lattuga, i peperoni, le zucchine e il pollo. Arrotolate e accompagnate le con la restante mousse.

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Proprio vero che anche le cose più semplici se fatte col cuore hanno un sapore speciale e… poche calorie: meno di 360 per la mia super cena “egoriferita”.

Se ci avessi abbinato un vino stasera avrei scelto un Cerasuolo d’Abruzzo DOC.

E dopo questa non venitemi a dire che non sono una donna very romantic 😜

Buonanotte gente!

Ho combinato una frittata, anzi un bel pasticcio!

Beh… Sul bello il risultato lascia un po’ a desiderare, ma sul buono vince a pieni voti.

Occorrente:

Teglia da forno apribile da 10 cm.

Ingredienti:

  • 100 gr di peperoni a dadini
  • 80 gr di funghi champignon a fette
  • 140 gr di zucchine
  • 70 gr di patate rosse
  • 20 gr di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi
  • 1 uovo intero
  • 50 gr di latte scremato
  • 1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe q.b.
  • un trito di cipolla

Procedimento:

Grattugiato da crude le zucchine e le patate. Mettetele in un canovaccio pulito e strizzatele bene di modo da far uscire l’acqua in eccesso. Condite le con il cucchiaino d’olio, sale, pepe e 10 gr di parmigiano. Rivestite la teglia con carta forno e distribuite il composto come fosse della frolla per farne una crostata.

Cuocete in forno pre-riscaldato a 200°C per 10 minuti facendo attenzione che non bruci: nel caso toglietelo prima.

Nel wok rovente saltate i peperoni e gli champignon con la cipolla aggiungendo un goccio d’acqua. Salate e pepate. In un piatto sbattete l’uovo con una forchetta, aggiungete il latte e gli altri 10 gr di parmigiano.

Prendete la crostata di zucchine e patate e distributevi sopra le verdure cotte al wok. Coprite tutto con l’uovo sbattuto e infornate alla stessa temperatura per altri 10 minuti.

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Cena veloce e gustosa: se accompagnate questa frittata con un insalatina di songino e pomodorini arrivate attorno alle 350 calorie.

 

Uno, due, tre… Pasta!

Un’ora di pausa pranzo e poco tempo per spadellare? Niente paura tempo di far bollire l’acqua per la pasta che il sugo di spinacini e funghi è già pronto.

Occorrente:

Poco tempo 😜

Ingredienti:

  • 80 gr di spinacini
  • 80 gr di funghi champignon a fette
  • un cucchiaino di olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale q. b.
  • peperoncino q. b. (facoltativo)
  • 70 gr di farfalle integrali

Procedimento:

Mettete a bollire l’acqua. Nel wok rovente fate scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio. Lasciatelo appena imbiondire, dopodiché versate gli champignon e, dopo qualche minuto, gli spinacini. Aggiustate di sale e se gradite aggiungete un pizzico di peperoncino.

Cuocete le farfalle e scolatele un minuto prima del tempo indicato sulla confezione. Terminatene poi la cottura nel wok con il condimento, di modo da amalgamare il tutto.

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Veloce, buona e poco più di 330 cal. per questa monoporzione.

Ps.: per me cucino sempre 70 gr di pasta, voi single ometti mettetene un paio di decine di grammi in più😉

Nessun vino in abbinamento: settimana detox post abbuffate Natalizie questa per me e, di conseguenza, anche per voi😜

 

Teramanità al sapor di cagionetti…

… E di Creola! “Perché se non sanno di rum i cagionetti non sono buoni!” (diceva la mia mamma). Che poi di rum in questa “bevanda spiritosa” c’è ben poco, ma non conta. Conta il profumo e quella nota di caramello che tanto bene abbraccia le castagne in questo dolce tutto di casa mia.

Già perché i cagionetti ognuno li fa col proprio tocco personale: non so se esiste una ricetta esatta, so che si tramandano “ad occhio”, che gli ingredienti non si pesano, ma si mescolano fino a che il sapore non è quello che ti richiama alla mente i Natali da piccola, quando, in piedi su uno sgabello, chiudevi i pugni minuti attorno a quella specie di raviolo per togliere l’aria prima di ritagliarlo.

Erano anni che non li facevamo più a casa e mai, in quasi quarant’anni, li avevo fatti da sola. Era la mia mamma che, con la meticolosità tipica delle “donne di una volta”, preparava il ripieno il giorno prima. Ed era sempre lei che si occupava di fare l’impasto esterno: io l’aiutavo “nell’assemblaggio”. Preparavo la macchinetta dell’Imperia rigorosamente manuale, la rotella tagliapasta: lei stendeva la sfoglia, io il ripieno e così con tanta pazienza sino a finire tutti gli ingredienti, mentre fuori nevicava e il camino scoppiettava. Poi la cottura ripassava interamente sotto il suo controllo. Ricordo che la cucina profumava di Creola anche la mattina dopo.

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Fuori ormai non nevica più, almeno a Natale. Il camino c’è sempre, la mia mamma no, ma il mio babbo un cagionetto “di casa” lo avrebbe mangiato volentieri. Così giovedì sera ho preparato il ripieno “che deve stare per prendere sapore!”

Ho lessato le castagne, con lo schiacciaverdure manuale le ho ridotte in purea, con lo stesso ho sminuzzato cioccolato e mandorle tostate. Poi lo zucchero, la Creola e la cannella fino ad amalgamare tutto prima di porre questo ripieno in frigo sino alla sera dopo. Nel pomeriggio di venerdì ho preparato l’impasto esterno, l’ho lasciato riposare qualche ora al fresco avvolto nella pellicola. Poi, dopo cena, nel silenzio della cucina, mentre babbo e Poldo sonnecchiavano sul divano, lì ho fatti.

“Come quelli di tua madre”: papà non poteva rendermi più orgogliosa, la mattina dopo assaggiandoli.

Come Lei li ho fatti ad occhio, ma ho pesato tutto per avere un’idea, almeno a grandi linee, l’anno prossimo, di dosi e quantità.

Occorrente:

Macchinetta per tirare la sfoglia: io ho usato l’Imperia ereditata dalla mia mamma e un tagliapasta.

Ingredienti:

Per il ripieno:

  • 500 gr di castagne lesse
  • 130 gr di mandorle sbucciate, tostate e tritate
  • 160 gr di cioccolato fondente 75%
  • 65 gr di zucchero di canna
  • 5 gr di cannella in polvere
  • 220 ml di Creola

Per la sfoglia esterna:

  • 1 bicchiere di olio extra vergine di oliva
  • 1 bicchiere d’acqua
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • farina: “quella che si tira” (l’impasto dovrà essere morbido, senza attaccarsi alle dita!)

Procedimento:

La sera prima lessate e sbucciate le castagne. Al mixer riducetele in purea.

Tuffate nell’acqua bollente le mandorle, spellatele e poi tostatele in forno. Passate anche queste al mixer e fate lo stesso col cioccolato.

Mischiate tutti gli ingredienti del ripieno e poi mettetelo in frigo per 24 ore.

Un paio d’ore prima di fare i caggionetti, preparate la sfoglia impastando a lungo, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in un luogo fresco.

Stendete la pasta in una sfoglia molto sottile: se usate la vecchia Imperia manuale procedete per gradi a tirarla fino all’ultimo punto.

Formate tanti mucchieti col ripieno, ricoprite con la sfoglia e siggillatela con i pugni attorno alla crema di castagne in  modo da togliere l’aria. Da ultimo tagliate a forma di ravioli.

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Procedete fino ad esaurimento degli ingredienti. Se avanza l’impasto esterno (e sicuramente avanzerà), potete tagliarlo a strisce e farci delle chiacchiere.

Friggete i caggionetti in abbondante olio di semi di mais bollente: vanno tolti appena vengono a galla!

Certo non sono molto healthy vista la frittura: ma per una volta mi sono concessa uno sgarro. In fondo se mangiati con moderazione hanno mediamente 25 calorie cadauno.

Con questa dose mi sono venuti circa 80 caggionetti… Eccoli, come li faceva la mia mamma:

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Di rientro a Milano, ricomincerò con le mie ricette monoporzione, low cal e low fat: dopo queste feste urge una remise en forme!

Per intanto vi lascio i miei auguri per questo 2019: siate felici, fate in modo che ogni giorno sia il più bello che abbiate mai vissuto. Amate, soffrite, vivete a pieno ogni emozione: qui ed ora… Perchè oggi è il tempo che stiamo vivendo.

Buon anno… Con affetto LaPatty💕

 

 

 

💕Eredità💕

La tisana calda sprigiona profumo di zenzero.

Poldo è appena passato a controllare che non stessi sgranocchiando qualcosa senza condividerlo con lui. Appoggia una zampa sul bordo della penisola, si mette in piedi, guarda che nulla di appetitoso ci sia sul ripiano, allunga il muso verso la mia guancia, mi dà un bacino e se ne torna a sonnecchiare di fianco a Babbo sul divano.

Sorrido… Chiudo gli occhi: se la mia Birbetta fosse qui starebbe seduta con me in cucina, col suo plaid a quadri sulle gambe. Se la mia Birbetta fosse qui mi direbbe: “non pesarli gli ingredienti che se no non viene bene!”

Già perché il ciambellone di Beatrice era di quelli “fatti ad occhio”, di quelli dove il latte e l’olio non li misuri in millilitri, ma in bicchieri. Di quelli dove “pesi” lo zucchero in un vecchio barattolo della Nutella degli anni 70 e di fecola ne metti tre cucchiai colmi. Per la serie che se non hai lo stesso servizio di posate il ciambellone non viene buono come il Suo.

Sorrido di nuovo: sono fortunata, perché la teglia di Quel ciambellone ora l’ho ereditata…

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E con quella vecchia teglia anche il barattolo per lo zucchero (seppur sopra c’è scritto “sale”), il bicchiere per l’olio e il latte, il contenitore graduato e mezzo rotto per la farina e soprattutto il cucchiaio: quel cucchiaio❤️

Continuerò a farlo con questo mio lascito finché non cade a pezzi, ma per preservare la ricetta ho pesato gli ingredienti e con il cuore colmo ve la regalo.

Occorrente:

Teglia in alluminio per ciambella da 28 cm.

Ingredienti:

  • 5 uova
  • 110 gr di olio di semi di mais
  • 130 gr di latte scremato
  • 120 gr di farina di riso
  • 180 gr di farina di farro
  • 60 gr di fecola di patate
  • 300 gr di zucchero
  • una bustina di lievito per dolci
  • la buccia grattugiata di un limone
  • aroma o semi di bacca di vaniglia

Procedimento:

Pre-riscaldate il forno statico a 165°C.

In una ciotola montate le uova intere con lo zucchero finché il composto non diventerà liscio. Aggiungete l’olio, il latte, l’aroma o i semini di bacca di vaniglia e la buccia del limone. Da ultimi incorporate lentamente la farina e il lievito.

Versate il composto nella teglia unta ed infarinate e spolverizzate la superficie con un po’ di zucchero di canna. Cuocete a 165°C per un’ora circa (controllate con uno stuzzicadenti che il dolce sia asciutto al centro).

Spegnete il forno e lasciatevi ancora  qualche minuto il ciambellone.

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Questa ricetta, come avrete notato, l’ho riportata in originale in dosi e dimensioni: di ritorno alla mia singletudine Milanese la rifarò aggiornando l’articolo per le coccolazioni monoporzione. Nel frattempo gustatela in compagnia sotto queste feste e state tranquilli: nessun attentato alla linea! Poco più di 300 calorie per 100 gr di questo ciambellone per me tanto speciale.

La ricetta originale iniziale prevedeva farina raffinata e zucchero semolato nelle medesime dosi, poi negli anni io e la mia Birbetta siamo passate all’utilizzo di farine integrali e zucchero di canna migliorando in qualità e tenendo gusto e consistenza inalterati. Ma d’altronde come diceva sempre Lei: “il segreto è la pentola!” ❤️

Pubblicherò questo articolo la mattina della Vigilia: perché, come ho già scritto sopra, è il mio regalo per voi e perché voglio usare questo “pezzo” di cuore per augurarvi serenità e pienezza di salute e sentimenti.

🎅 🎄 🥂❤️Buon Natale❤️🥂🎄🎅

Con affetto LaPatty F.

“Alzo gli occhi verso il cielo.
Se mia madre fosse qui,mi accarezzerebbe la mano,dicendomi:
‘Fidati di me e ricordati sempre che la vita ricomincia ogni giorno’.”

-Lori Nelson Spielman-

Il matrimonio è l’arte di risolvere in due problemi che da solo non avevi!

Così cita nei suoi sketch Dario Cassini… “E che c’entra con una ricetta?”- direte voi! C’entra che, dopo aver conversato con una persona amica sulle varie dinamiche/problematiche coniugali, sono tornata a casa affamatissima: per la serie avevo le farfalle nello stomaco😜

Occorrente:

Wok e poca voglia di spadellare (che in altre parole: è un’altra single e gustosa ricetta lampo).

Ingredienti:

  • 90 gr di fagiolini
  • 60 gr di patatine novelle rosse piccole
  • 1 cipollotto
  • 100/120 gr di filetto di manzo
  • 1 cucchiaino d’olio
  • 1 cucchiaino di salsa di soia con poco sale
  • sale, pepe e peperoncino q.b

Procedimento:

Lavate accuratamente le patate e tagliatele a metà. Mettetele nel wok, copritele di acqua e fate cuocere a fuoco medio: ci vorranno 10 minuti più o meno.

Mescolate l’olio e la salsa di soia e, appena l’acqua delle patate è evaporata, versate questa emulsione nel wok. Alzate la fiamma e aggiungete anche i fagiolini. Saltate il tutto per altri 10 minuti. Aggiustate di sale e pepe e mettete da parte questo contorno.

Nel wok caldo, senza sciacquarlo, ponete il filetto tagliato a bocconcini. Cucinate pochi minuti, giusto il tempo che si formi una leggera crosticina, ma lasciate la carne abbastanza al sangue.

Versate il contorno, mischiate bene e se gradite aggiungete un po’ di peperoncino essiccato.

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Cena gustosissima con meno di 300 calorie.

Tornando al titolo dell’articolo, se siete beatamente single come me, non avrete problemi a gustarvi la cena per poi rilassarvi sul divano fregandovene se c’è ancora da sparecchiare.

Se non lo siete (e quindi avrete cucinato per due!) abbinate un buon Montepulciano Colline Teramane DOCG: la vostra metà apprezzerà sicuramente e se i piatti resteranno sul tavolo tanto meglio😉

Vino in abbinamento:

Montepulciano Colline Teramane DOCG Riserva

Nome del vino: Zanna

Produttore: Azienda Illuminati Vini

Annata: 2014 – Titolo alcolometrico volumico 14,5%.

Si tratta di uve Montepulciano in purezza, da servire ad una temperatura di 15°C. Limpido, color rosso rubino e riflessi tendenti al granato. Al naso è intenso, complesso, fine con spiccati sentori di frutta rossa matura: mora, ciliegia, amarena. Verso la fine fa capolino anche una leggera nota eterea.

In bocca è secco, caldo, morbido con un tannino ben lontano dall’essere astringente. Equilibrato, intenso, persistente: conferma la sua qualità fine anche all’assaggio.

Un vino di corpo, pronto, armonico… Proprio come mi aspetto sia l’abbinamento con questo piatto.