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E TI CApita mai…

… di svegliarti ed aver voglia di qualcosa di nuovo per colazione, ma non sapere cosa? E TI CApita mai di aprire la dispensa e non avere granchè? E quando TI CApita che fai? Corri al primo super a comprare una qualunque cosa preconfezionata,  bella si da vedere, ma di scarso contenuto di nutrienti genuini? No!!! Quando mi capita aguzzo la vista… ehm lo so da una che è un po’ presbite, un po’ miope ed un po’ astigmatica, sentire ”aguzzo la vista” fa ridere! Correggo: riguardo in dispensa, attivo la fantasia, sorrido e mi preparo una super coccolazione. Perchè nulla è più buono e speciale di ciò che si fa per noi stessi.

Occorrente:

Padella antiaderente con coperchio e un coppapasta da 8 cm di diametro.

Ingredienti:

  • 125 gr di albumi
  • 50 gr di farina di riso
  • 8 gr di zucchero di canna integrale
  • 30 gr di latte scremato
  • 5 gr di lievito per dolci
  • zest di limone (perchè scorza grattuggiata fa meno fighi!)

Procedimento:

Mescolate il latte con la farina, lo zucchero, il lievito e lo zest di limone: non verrà un impasto morbido, ma non importa lo diventerà dopo. In un’ altra ciotola montate a neve ben ferma gli albumi con la frusta elettrica, dopodiché, con l’ausilio di una spatola unitela delicatamente all’impasto iniziale.

Con uno scottex ungete il coppapasta e la padella e portateli sul fuoco con fiamma al minimo. Col vostro impasto dovrete formare 4 fluffy pancakes disponendo 3 cucchiaiate di prodotto, all’interno dello stampo, una sopra l’altra aspettando qualche secondo prima di versare la successiva:

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Come vedrete dalla foto finale del piatto ho provato i primi senza coppa pasta, con un risultato esteticamente poco entusiasmante.

Fate cuocere i fluffy pancakes a fiamma bassa versando qualche goccia d’acqua nella vostra padella e coprendo. Girate delicatamente quando vedrete che il composto si sarà rassodato a sufficienza per far sì che non si disfi capovolgedolo. Finite la cottura e quando toglierete i pancakes dallo stampo fatelo aiutandovi con la punta di un coltello.

Eccole le mie nuvole coccolose:

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che ho accompagnato con frutta e miele. Ovviamente i brutti anatroccoli sono in secondo piano rispetto al “fratello” bello… 😬 Il quarto? Me lo son pappata 😋 intanto che cucinavo gli altri🙈

Calorie? Solo 202 ogni 100 gr.

Come concludere se non con un e sE TI CApita di cadere in tentazione con qualcosa che va fuori quella che è la tua etica… Beh prima di scegliere valuta se val la pena buttare quanto fatto fin qui: sia che si tratti di un percorso di cambiamento fisico, sia che si tratti di un qualcosa che riguarda una scelta di vita. Perché se è vero che il cambiamento passa da una scelta coraggiosa è altrettanto vero che segue la regola delle tre “C”:

👉inizia con la Consapevolezza
💪si raggiunge con la Costanza
🙌si mantiene con la Continuità
E se solo una di queste viene a mancare tutto potrai ottenere (forse), ma non certo cambiamento: perché se non sei consapevole non inizi nemmeno, se non sei costante non raggiungi nessun traguardo e se, quando lo hai raggiunto, non continui, regredisci… inevitabilmente.

🙃E l’ingrediente segreto? Semplice… Il cuore: senza quello non si va da nessuna parte❣️

Buona domenica amici e restate fedeli a voi stessi, alla vostra etica… Sempre!

 

 

Una passeggiata fra i sensi.

Già… Una passeggiata fra i sensi, ecco come nasce ogni mia ricetta. Perché un piatto si mangia prima con la fantasia, quando lo immagini toccando gli ingredienti che lo comporranno. Poi con gli occhi, quando guardi ciò che hai realizzato. Col naso, quell’attimo prima di assaggiarlo. Con la bocca, mentre cerchi di individuare le caratteristiche di ogni ingrediente… Ed infine lo ascolti, ma col cuore: perché anche il piatto più semplice, se ben riuscito,  può emozionare. 

Quindi non nasce con un polpo, con patate e asparagi qualsiasi, ma con quel polpo, con quelle patate e quegli asparagi… Perché in fondo in cucina è un po’ come in Amore si deve scegliere: non ci si deve mai accontentare di uno/una qualunque. Ma bisogna puntare sempre al massimo, o comunque a quello giusto, che per definizione è giusto, ma deve volere la stessa cosa nello stesso momento… Ecco quel polpo mi ha chiamata dal bancone perché voleva essere cucinato stasera da me e da nessun’ altra… 😍

E  all’esselunga (una single d’altronde non può far la spesa altrove a Milano! 😜), mentre comperavo gli ingredienti, l’ho immaginata un po’ rivisitata (credo dicano così i food blogger quelli veri!) questa ricetta. Eccola a voi… 

Occorrente:

Wok e leccarda da forno.

Ingredienti:

  • 150 gr di polpo già pulito e precotto (oh… sono una single: va bene la cena con i sensi ecc. ecc., ma viva la praticità 😁)
  • 80 gr di patate
  • 40 gr di ricotta senza grassi
  • 15 gr di cipollotto
  • 100 gr di punte di asparagi
  • 3 cucchiaini da tè di olio
  • una fetta di pan bauletto  integrale
  • timo, aglio, rosmarino, prezzemolo, sale e pepe q. b.

Procedimento:

Tostate il pan bauletto in forno. Ponetelo nel mixer assieme alle erbette, l’aglio, il sale ed il pepe e tritate finemente.

Prendete il vostro polpo e dividetelo per tentacoli. Usate due cucchiaini d’olio per ungere il pesce e poi panatelo. Ponete sulla leccarda da forno e infornare per 15 minuti a 200°C.

Pelate le patate, tagliatele a cubetti e mettetela sul fuoco, assieme al cipollotto e l’acqua sufficiente a coprirle. Salate, pepate e fate cuocere finché non si romperanno con la forchetta. A quel punto frullate, aggiungete la ricotta, il prezzemolo e montate qualche minuto.

Nel wok rovente fate saltare gli asparagi col restante cucchiaino d’olio, aggiustate di sale e cucinate qualche minuto: gli asparagi dovranno essere croccanti e non spappolarsi.

Qui sotto il mio risultato:

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Un polpo e patate diverso dal solito, con solo 186 Calorie ogni 100 gr.

Ho brindato alla riuscita di questo piatto con un Friulano  della DOC Friuli Colli Orientali: piacevolissimo l’incontro fra l’asparago e la nota amaricante della mandorla, tipica di questo vitigno.

“L’Amore è come la buona cucina, le cose speciali nascono sempre da ingredienti semplici, ma sono rese magiche dalla fantasia.”

-Paul Mehis-

 

 

Le giornate dovrebbero iniziare con…

… un abbraccio, un bacio e una carezza! No, ma stiamo scherzando? Muffin! Le giornate dovrebbero iniziare sempre con un muffin. Se poi è al cioccolato è meglio!

Occorrente:

Due stampini per muffins.

Ingredienti:

  • 100 gr di fiocchi di avena
  • 20 gr di zucchero di canna integrale
  • 1 uovo medio
  • qualche goccia di aroma alla vaniglia
  • 5 gr di lievito per dolci
  • 20 gr (2 quadratini, uno per stampo) di cioccolato fondente a vostro piacimento: io ho usato un 86%

Procedimento:

Per-riscaldate il forno statico a 170°C.

Passate al mixer i fiocchi di avena e riduceteli in farina. Mescolate velocemente tutti gli ingredienti e versate il composto riempiendo i 3/4 dell’altezza degli stampini precedentemente oliati ed infarinati. Ponete al centro dei muffins un quadretto di cioccolato da 10 gr e ricoprite col restante composto.

Infornate e cuocete per 15/20 minuti.

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Poco più di 300 Calorie per muffin: la media di 70 Calorie in meno, con 1/3 dei grassi e il doppio di proteine rispetto a quelli che si trovano in commercio.

Li ho provati anche con ripieno di marmellata di fragole: un cucchiaio per parte. In questo caso le Calorie scendono a 270.

Enjoy 😉

“Attualmente mi godo una relazione con due uomini fantastici: Ciocco e Lato.”

-Renee Zellweger in “Che pasticcio Bridget Jones”-

 

 

Non fiori… Ma mazzi di carciofi.

Ecco gli uomini di una volta, soprattutto se fanno i fruttivendoli da una vita lo sanno come rendere felice una donna. Ma cosa ci fai con cene, regali o fiori quando hai tutta la natura a portata di mano? “Sei molto simpatica – ha esclamato l’omino del banco frutta al mercato alla fine della nostra trattativa sul prezzo degli asparagi – cosa ti posso regalare?” “Due carciofi!”😬 Ha sorriso e, spiazzato, mi ha accontentata: d’altronde che non si dica che lui le donne non le rende felici!

Così nel giorno in cui la mia amata Teramo ha celebrato le “virtù” della natura, io l’ho fatto a modo mio con questa cena.

Occorrente:

Pazienza… Certi piatti richiedono solo pazienza.

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Ingredienti:

  • 140 gr di asparagi
  • 120 gr di patate
  • 2 carciofi
  • 160 gr di piselli con baccello
  • 40 gr di fave sgusciate
  • 1 cipollotto
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 2 mandorle senza buccia
  • 1 noce
  • sale, pepe e limone q. b.

Procedimento:

Per prima cosa pulite i carciofi: togliete le foglie esterne fino a trovare quelle più chiare e tenere. Tagliate il gambo a 4 dita dall’estremita della testa del carciofo e sbucciatelo. Eliminate infine le punte e, una volta divisi a metà, la barbetta interna. Immergeteli in acqua fredda e limone.

Passate poi alla pulizia degli asparagi. Tagliate la parte legnosa, ma non buttatela: se la sbucciate e lavate bene la parte interna cruda è buonissima e potete gustarla come “aperitivo” intanto che preparate il resto del piatto.

Portate a bollore un po’ d’acqua e tuffatevi per pochi minuti le fave e i piselli di cui dovete tenere da parte i baccelli. Scolateli e conditeli con scorza di limone grattugiata, sale e pepe.

Con le bucce dei piselli fate la base della zuppa: eliminate la parte alta dei baccelli (per intenderci quella che si stacca dalla pianta) ed il filamento centrale. Lavate con cura e metteteli a bollire per circa dieci minuti con un po’ d’acqua. Frullate e passate al colino di modo da togliere tutta la parte dei filamenti che sarebbe sgradevole in bocca. Mettete questa purea in un tegame, aggiungete altra acqua, le patate pelate ridotte a dadini e gli asparagi tritati grossolanamente anch’essi. Lasciate qualche punta per l’ impiattamento. Fate bollire altri dieci minuti, aggiungete un goccio di limone per dare acidità alla zuppa e passate al mixer.

Nel wok ben caldo o in una padella antiaderente versate un cucchiaio d’olio e ponete gli asparagi tenuti da parte. Dopo averli salati fateli saltare qualche minuto. Appena iniziano a caramellare (lo vedrete quando il liquido di cottura evaporerà lasciando un fondo bruno) versate un goccio d’acqua per riamalgamare e toglieteli dal fuoco. Mettete in questo stesso tegame i carciofi precedentemente puliti e divisi a metà, coprite con acqua e fate cuocere finché non sarà evaporata completamente. Salate e pepate. A cottura dei carciofi ultimata, tostate le mandorle spellate in acqua bollente e salate e procedete poi all’impiattamento.

Disponete i carciofi e gli asparagi al centro gli uni sopra gli altri. Versate la zuppa negli spazi vuoti: si espanderà da sola nel piatto. Decorate con i piselli e le fave conditi all’inizio. Tagliate a lamelle le mandorle e disponetele a piacimento sulla vostra creazione. Schiacciate grossolanamente la noce ed aggiungetela al resto.

La mia “zuppa” si è presentata in tavola così:

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In tutta la sua bellezza e con solo 116 Calorie per 100 gr, non potevo non omaggiarla con un Sauvignon della DOC Sudtirol – Alto Adige.

Un piatto “destrutturato” che non stanca fino all’ultimo boccone: il cambio di consistenze, la sapidità delle mandorle  tostate, la punta di acidità del limone, creano continuo interesse a “scoprire” la cucchiaiata successiva.

È poi un piatto della serie “non si butta via niente”! Allo stesso modo dei baccelli di piselli si poteva, infatti, preparare il fondo della zuppa con gli scarti dei carciofi: il sapore sarebbe stato più amarognolo e il colore più scuro, ma il risultato finale ugualmente buono.

Doveroso dire che questa idea è ispirata ad una ricetta presentata ad un evento dallo Chef (uno di quelli veri) Simone Rugiati che ringrazio per i preziosi consigli e suggerimenti dati.

Buon omaggio alle virtù primaverili anche a voi e ricordate…

“La natura non fa nulla di inutile.”

– Aristotele –

 

 

Come un germoglio di asparago.

Se la Littizzetto era “Sola come un gambo di sedano” io mi definisco “Dolce e amara come un germoglio di asparago”! D’altronde la “singletudine” non è mai a caso: la si sceglie o ci sceglie per “qualità”. Ecco la mia è simile a quella degli asparagi… Un po’ dolce, un po’ amara! Così visto che siamo nella stagione di massima espressione di questo germoglio perché non creare qualcosa di particolare in suo onore?

Va beh, sarò onesta… Sabato da single e zero voglia di uscire in serata: già in barba al fuorisalone io volevo star davanti alla televisione. Qual modo migliore se non con un dolce? Così mi son detta “Cheescake visto che è tanto che non la mangio!” Poi, per non sentirmi troppo in colpa, l’ho pensata light e strana. “E come?” (Direte voi!) Ho aperto il frigo avevo ricotta, yogurt e asparagi… “Naaa è assurdo!” Ecco! Appunto…

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Occorrente:

Due stampini in silicone per pannacotta.

Ingredienti:

Per la base:

  • 30 gr di fiocchi di avena
  • 2 nocciole
  • 2 anacardi
  • 2 mandorle
  • 1 noce
  • 2 gr di uva sultanina
  • 5 gr di miele
  • 15 gr di acqua
  • 10 gr di olio di cocco

Per la mousse di asparagi:

  • 40 gr di punte di asparagi
  • 15 gr di zucchero di canna integrale
  • 100 gr di latte scremato
  • 75 gr di acqua
  • 2 gr di vaniglia bourbon
  • 1 gr di gelatina in fogli

Per la prima mousse al formaggio:

  • 40 gr di ricotta magra
  • 15 gr di yogurt light
  • 6 gr di zucchero
  • 1 gr di gelatina in fogli

Per la seconda mousse al formaggio:

  • 40 gr di ricotta magra
  • 15 gr di yogurt light
  • 6 gr di zucchero
  • 1 gr di gelatina in fogli

Procedimento:

Per-riscaldate il forno a 180°C. Nel mixer mettete tutti gli ingredienti secchi della base e frullate qualche secondo per tritarli grossolanamente. Mischiate a questo composto il miele e l’acqua. Disponete l’impasto ottenuto sulla leccarda ricoperta di carta forno e fate cuocere mescolando ogni tanto per 40 minuti: i primi 25 a 180°C gli ultimi 15 dimezzando la temperatura del forno per non bruciare il composto. Fate raffreddare e nel frattempo preparare la mousse di asparagi.

Sminuzzate le punte degli asparagi, versatele in un pentolino con il latte, 50 gr di acqua (i restanti 25 li aggiungerete più avanti), la vaniglia e 5 gr di zucchero (come per l’acqua gli altri 10 li metterete dopo). Coprite e fate cuocere per circa 20 minuti. Nel frattempo fate ammorbidire la gelatina prevista per questa parte della preparazione in acqua fredda. Filtrate e frullate gli asparagi con 2 cucchiai di liquido di cottura, mentre il restante tenetelo da parte per la mousse di formaggio. Ponete questa crema di asparagi con 25 gr di acqua a temperatura ambiente in un tegamino. Aggiungete la gelatina strizzata e i restanti 10 gr di zucchero. Portate a bollore, mescolate e versate in uno dei due stampini. Ponete in freezer per un’ora.

Riprendete il mix di avena e frutta secca della base: amalgamate con l’olio di cocco sciolto e disponete il composto sul fondo del secondo stampino. Riponete questa base in freezer per mezz’ora.

Passate alla preparazione della prima mousse al formaggio. Mettete ad ammorbidire la gelatina prevista per questa parte della preparazione. Mescolate la ricotta con lo yogurt e lo zucchero. Usate metà del liquido di cottura degli asparagi (dovrebbe essere circa 37 gr: se non raggiungesse questo peso mettete dell’ altro latte!) per sciogliere sul fuoco la gelatina messa in ammollo. Unite al composto di formaggio e ponetelo sulla base della cheescake. Tenete in freezer per altri 60 minuti.

Con la mousse di asparagi ritagliate un disco leggermente inferiore al diametro dello stampino e disponetelo sopra il primo strato della cheesecake. Preparate la seconda mousse al formaggio seguendo nuovamente le istruzioni relative alla preparazione della prima e versate il composto sul resto della torta. Riponete a questo punto in frigo fino a totale rassodamento delle mousse.

Ecco il mio risultato:

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Appena 260 Calorie ogni 100 gr di questa cheescake primaverile. Se lo avessi avuto avrei brindato alla riuscita di questo esperimento fuori dal comune con un Alto Adige Sauvignon Blanc Passito DOC.

Ma… Questa volta la ricetta “Non finisce qui!” 

Qui sotto riporto le dosi utilizzate oggi per una tortiera da 24 cm:

Per la base:

  • 180 gr di fiocchi di avena
  • 12  nocciole
  • 8 anacardi
  • 10 mandorle
  • 4 noci
  • 12 gr di uva sultanina
  • 30 gr di miele
  • 90 gr di acqua
  • 60 gr di olio di cocco

Per la mousse di asparagi:

  • 240 gr di punte di asparagi
  • 90 gr di zucchero di canna integrale
  • 500 gr di latte scremato
  •  450 gr di acqua
  • 12 gr di vaniglia bourbon
  • 6 gr di gelatina in fogli

Per la prima mousse al formaggio:

  • 240 gr di ricotta magra
  • 180 gr di yogurt light
  • 60 gr di zucchero
  • 6 gr di gelatina in fogli

Per la seconda mousse al formaggio:

  • 240 gr di ricotta magra
  • 180 gr di yogurt light
  • 60 gr di zucchero
  • 6 gr di gelatina in fogli

Per il procedimento seguite le indicazioni sopra spiegate per la monoporzione, ricordando che:

  • nella preparazione della base dovrete aumentare a 40 i minuti di cottura a 180°C e a 20 i minuti a temperatura del forno dimezzata;
  • nella preparazione della mousse di asparagi dovrete usare 500 gr di latte e 300 gr di acqua. Dovrete inoltre mettere nel primo passaggio 60 gr di zucchero e 120 gr di liquido di cottura e nel secondo 30 gr di zucchero e 150 gr di acqua;
  • nella preparazione della mousse al formaggio il liquido di cottura degli asparagi per parte deve essere di 210 gr;
  • dovrete, infine, raddoppiare i tempi di raffreddamento in freezer.

Ed ora so che starete pensando “Come mai una ricetta con queste dosi?”

Perchè quando in ufficio giorni addietro ho detto che avrei voluto realizzare un dolce con gli asparagi i miei colleghi hanno pensato che fossi pazza… Non vedo l’ora che arrivi domani per vedere le loro facce. 😜

Buona domenica delle Palme a voi amici. Vi lascio con questo augurio: credete nei vostri sogni anche se vi sembrano folli perché…

“Se in un primo momento l’idea non è assurda, allora non c’è nessuna speranza che si realizzi.”
-Albert Einstein-

In ogni cucina la patata è Regina…

… citò a ragione la mia Zietta d’oltralpe qualche mese fa. “Ma anche platessa e pistacchi non scherzano” (aggiungerei io! )

Inizio questo articolo dagli affetti: vi avevo avvisati eh che il miele l’avrebbe fatto da padrone anche stavolta. Ed inizio da quelli presenti anche se lontani con una confessione: questa ricetta è il frutto di un furto da una Domenica in Famiglia. Di quelle che non ti eri mai concessa per via delle distanze non distanti, per via di priorità che ti portavano altrove nei fine settimana. Una Domenica di quelle belle, che iniziano col chiasso di una cuginanza a Milano per concludersi nella quiete dello scorrere di un ruscello a Lugano.

Una Domenica di quelle che nutrono il cuore prima che lo stomaco, di quelle che ti senti piccola (e d’altronde lo sei!) di fianco a tuo cugino più bravo di te ai fornelli. Ma come Lui stesso ha sapientemente detto “si guarda, si assaggia e si prova a riprodurre!” Bene, caro il mio “compare” (perché oltre che cugino mi sei anche padrino) sappi che ho seguito quanto da te suggeritomi.  Da giudice imparziale, qual sono, di me stessa direi che non sono andata male e, seppur “copiandoti” l’idea iniziale, ho personalizzato questo esperimento culinario. 

A te, a voi…

Occorrente:

Un sorriso colmo di ricordi che vi accompagni nell’esecuzione.

Ingredienti:

  • 25 gr di pan bauletto integrale
  • 10 gr di pistacchi non salati
  • 150 gr di filetto di platessa
  • 100 gr di patate rosse
  • 100 gr di porro
  • 2 cucchiaini di olio evo
  • mix di erbe aromatiche: timo, rosmarino e prezzemolo
  • aglio, sale e pepe q. b.

Procedimento:

Sciacquate con cura patate e porro. Tritateli grossolanamente in una pentola con dell’acqua e fate cuocere finché non saranno morbidi. Aggiustate di sale e pepe, frullate e, se serve per far asciugare di più, riponete qualche minuto sul fuoco.

Essiccate in forno a 200°C il pan bauletto per pochi minuti. Passatelo al mixer con le erbe aromatiche, i pistacchi lasciandone un paio per la decorazione, l’aglio, il sale e il pepe. 

Con un cucchiaino d’olio spennellate i pezzettoni di platessa e impanateli nel pane aromatizzato preparato in precedenza.

Mettete il pesce sulla leccarda rivestita di carta forno e cuocetelo per circa 15 minuti a 170°C con il restante cucchiaio d’olio.

Usando un cappello da prete (se lo avete altrimenti va bene un qualunque piatto fondo), servite la platessa sulla purea di porro e patate e guarnite con i restanti pistacchi tritati grossolanamente.

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Meno di 460 Calorie per questa monoporzione di tutto rispetto. Servitela con un Roero Arneis DOCG in abbinamento. Possibilmente non siate egoisti e non bevetelo da soli: per cui raddoppiate, anzi triplicate, la dose di questa ricetta.

Buon week end: che riservi a voi tutti momenti di gioia!

“E non importa quanto oggi ti sono lontano. Tu mi sei sempre a un millimetro di cuore.”

– Massimo Bisotti –

 

 

 

 

E poi… Le fragole!

Mi ricordano la mia infanzia le fragole: la distesa di piantine nel giardino davanti casa circondata dalle rose. Delizia e cornice dei miei compleanni: il 2 di agosto, le scuole chiuse, io che non ho mai festeggiato con i miei compagni di classe. Me era d’estate e l’estate allora era i cugini che tornavano in vacanza al paesello e con cui si passavano intere giornate al mare. Era l’amica di Tarvisio con cui ci si improvvisava venditrici abusive di frutta per le vie del Colle e con cui si costruiva il TanPatEnr… E voi direte: cosa cavolo è? Era una specie di slitta con le ruote che portava le gloriose iniziali delle costruttrici e dell’ ignara cavia, che veniva “lanciata” giù per la discesa dinanzi a casa, nonché fratello minore di una delle due MacGyver. Era i gessetti per fare la campana, era i pomeriggi passati a giocare a nascondino e ad “Un, due, tre, stella”. E soprattutto era la torta del mio compleanno con panna e fragole e la foto di rito in giardino con, a far da sfondo, le rose di Beatrice… Non sono più venute belle come quando le potava Lei quelle rose e le fragole ad un certo punto il mio Babbo non le ha più piantate. 

Chiudo qui questa parentesi nostalgico-romantica, ma vi avviso che anche la prossima ricetta avrà un taglio sdolcinato. Già… Perché “certi articoli” vengono fuori dal cuore prima ancora che dalle mani!

Ma ora… torta light alle fragole. 

Occorrente:

Tortiera da 15 cm.

Ingredienti:

Per la torta:

  • 100 gr di farina di farro integrale
  • 50 gr di farina di riso
  • 150 gr di fragole a pezzettini
  • 50 gr di fruttosio
  • 70 ml di acqua
  • 30 ml di olio di semi di mais
  • 2 uova
  • 4 gr di cremor tartaro
  • 8 gr di lievito per dolci
  • poche gocce di aroma di vaniglia
  • succo di mezzo limone

Per la decorazione:

  • 50 gr di fragole a fette
  • 10 gr di marmellata di fragole senza zuccheri aggiunti

Procedimento:

Mescolate le fragole col fruttosio e il succo del limone e lasciate marinare per un paio d’ore almeno.

Per-riscaldate il forno statico a 165°C.

Separate il tuorlo dagli albumi e montate questi ultimi a neve ben ferma insieme al cremor tartaro.  In un’altra ciotola versate i rossi, gli ingredienti secchi, compreso il lievito, quelli liquidi e montate sino ad ottenere un composto omogeneo.

Incorporate, usando sempre la frusta elettrica, le fragole col succo che avranno prodotto durante la marinatura e, da ultimi con l’aiuto di una spatola, gli albumi.

Versate il composto nella tortiera oliata ed infarinata e cuocete alla stessa temperatura di riscaldamento del forno per 50 minuti.

Sfornate, spennellate con la marmellata la superficie della torta e guarnitela con le fragole.

Ecco il mio risultato gustoso e light: solo 200 calorie ogni 100 grammi:

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Al taglio una sorpresa: le fragole si erano depositate sul fondo creando uno strato più cremoso rispetto al resto della torta rimasta invece più soffice:

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L’ennesima tortina monoporzione… Chiudo gli occhi e sorrido: se fossi stata al Colle le dosi questa volta sarebbero state doppie. Al mio Babbo sarebbe piaciuta più delle tradizionali zeppole che non può mangiare per via della sua “antipatica” e “ballerina” glicemia. Avrebbe detto anche che le fragole non sono più quelle di una volta: ed avrebbe avuto ragione❤️

Buona festa del papà… Babbo❣️