Come un germoglio di asparago.

Se la Littizzetto era “Sola come un gambo di sedano” io mi definisco “Dolce e amara come un germoglio di asparago”! D’altronde la “singletudine” non è mai a caso: la si sceglie o ci sceglie per “qualità”. Ecco la mia è simile a quella degli asparagi… Un po’ dolce, un po’ amara! Così visto che siamo nella stagione di massima espressione di questo germoglio perché non creare qualcosa di particolare in suo onore?

Va beh, sarò onesta… Sabato da single e zero voglia di uscire in serata: già in barba al fuorisalone io volevo star davanti alla televisione. Qual modo migliore se non con un dolce? Così mi son detta “Cheescake visto che è tanto che non la mangio!” Poi, per non sentirmi troppo in colpa, l’ho pensata light e strana. “E come?” (Direte voi!) Ho aperto il frigo avevo ricotta, yogurt e asparagi… “Naaa è assurdo!” Ecco! Appunto…

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Occorrente:

Due stampini in silicone per pannacotta.

Ingredienti:

Per la base:

  • 30 gr di fiocchi di avena
  • 2 nocciole
  • 2 anacardi
  • 2 mandorle
  • 1 noce
  • 2 gr di uva sultanina
  • 5 gr di miele
  • 15 gr di acqua
  • 10 gr di olio di cocco

Per la mousse di asparagi:

  • 40 gr di punte di asparagi
  • 15 gr di zucchero di canna integrale
  • 100 gr di latte scremato
  • 75 gr di acqua
  • 2 gr di vaniglia bourbon
  • 1 gr di gelatina in fogli

Per la prima mousse al formaggio:

  • 40 gr di ricotta magra
  • 15 gr di yogurt light
  • 6 gr di zucchero
  • 1 gr di gelatina in fogli

Per la seconda mousse al formaggio:

  • 40 gr di ricotta magra
  • 15 gr di yogurt light
  • 6 gr di zucchero
  • 1 gr di gelatina in fogli

Procedimento:

Per-riscaldate il forno a 180°C. Nel mixer mettete tutti gli ingredienti secchi della base e frullate qualche secondo per tritarli grossolanamente. Mischiate a questo composto il miele e l’acqua. Disponete l’impasto ottenuto sulla leccarda ricoperta di carta forno e fate cuocere mescolando ogni tanto per 40 minuti: i primi 25 a 180°C gli ultimi 15 dimezzando la temperatura del forno per non bruciare il composto. Fate raffreddare e nel frattempo preparare la mousse di asparagi.

Sminuzzate le punte degli asparagi, versatele in un pentolino con il latte, 50 gr di acqua (i restanti 25 li aggiungerete più avanti), la vaniglia e 5 gr di zucchero (come per l’acqua gli altri 10 li metterete dopo). Coprite e fate cuocere per circa 20 minuti. Nel frattempo fate ammorbidire la gelatina prevista per questa parte della preparazione in acqua fredda. Filtrate e frullate gli asparagi con 2 cucchiai di liquido di cottura, mentre il restante tenetelo da parte per la mousse di formaggio. Ponete questa crema di asparagi con 25 gr di acqua a temperatura ambiente in un tegamino. Aggiungete la gelatina strizzata e i restanti 10 gr di zucchero. Portate a bollore, mescolate e versate in uno dei due stampini. Ponete in freezer per un’ora.

Riprendete il mix di avena e frutta secca della base: amalgamate con l’olio di cocco sciolto e disponete il composto sul fondo del secondo stampino. Riponete questa base in freezer per mezz’ora.

Passate alla preparazione della prima mousse al formaggio. Mettete ad ammorbidire la gelatina prevista per questa parte della preparazione. Mescolate la ricotta con lo yogurt e lo zucchero. Usate metà del liquido di cottura degli asparagi (dovrebbe essere circa 37 gr: se non raggiungesse questo peso mettete dell’ altro latte!) per sciogliere sul fuoco la gelatina messa in ammollo. Unite al composto di formaggio e ponetelo sulla base della cheescake. Tenete in freezer per altri 60 minuti.

Con la mousse di asparagi ritagliate un disco leggermente inferiore al diametro dello stampino e disponetelo sopra il primo strato della cheesecake. Preparate la seconda mousse al formaggio seguendo nuovamente le istruzioni relative alla preparazione della prima e versate il composto sul resto della torta. Riponete a questo punto in frigo fino a totale rassodamento delle mousse.

Ecco il mio risultato:

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Appena 260 Calorie ogni 100 gr di questa cheescake primaverile. Se lo avessi avuto avrei brindato alla riuscita di questo esperimento fuori dal comune con un Alto Adige Sauvignon Blanc Passito DOC.

Ma… Questa volta la ricetta “Non finisce qui!” 

Qui sotto riporto le dosi utilizzate oggi per una tortiera da 24 cm:

Per la base:

  • 180 gr di fiocchi di avena
  • 12  nocciole
  • 8 anacardi
  • 10 mandorle
  • 4 noci
  • 12 gr di uva sultanina
  • 30 gr di miele
  • 90 gr di acqua
  • 60 gr di olio di cocco

Per la mousse di asparagi:

  • 240 gr di punte di asparagi
  • 90 gr di zucchero di canna integrale
  • 500 gr di latte scremato
  •  450 gr di acqua
  • 12 gr di vaniglia bourbon
  • 6 gr di gelatina in fogli

Per la prima mousse al formaggio:

  • 240 gr di ricotta magra
  • 180 gr di yogurt light
  • 60 gr di zucchero
  • 6 gr di gelatina in fogli

Per la seconda mousse al formaggio:

  • 240 gr di ricotta magra
  • 180 gr di yogurt light
  • 60 gr di zucchero
  • 6 gr di gelatina in fogli

Per il procedimento seguite le indicazioni sopra spiegate per la monoporzione, ricordando che:

  • nella preparazione della base dovrete aumentare a 40 i minuti di cottura a 180°C e a 20 i minuti a temperatura del forno dimezzata;
  • nella preparazione della mousse di asparagi dovrete usare 500 gr di latte e 300 gr di acqua. Dovrete inoltre mettere nel primo passaggio 60 gr di zucchero e 120 gr di liquido di cottura e nel secondo 30 gr di zucchero e 150 gr di acqua;
  • nella preparazione della mousse al formaggio il liquido di cottura degli asparagi per parte deve essere di 210 gr;
  • dovrete, infine, raddoppiare i tempi di raffreddamento in freezer.

Ed ora so che starete pensando “Come mai una ricetta con queste dosi?”

Perchè quando in ufficio giorni addietro ho detto che avrei voluto realizzare un dolce con gli asparagi i miei colleghi hanno pensato che fossi pazza… Non vedo l’ora che arrivi domani per vedere le loro facce. 😜

Buona domenica delle Palme a voi amici. Vi lascio con questo augurio: credete nei vostri sogni anche se vi sembrano folli perché…

“Se in un primo momento l’idea non è assurda, allora non c’è nessuna speranza che si realizzi.”
-Albert Einstein-

In ogni cucina la patata è Regina…

… citò a ragione la mia Zietta d’oltralpe qualche mese fa. “Ma anche platessa e pistacchi non scherzano” (aggiungerei io! )

Inizio questo articolo dagli affetti: vi avevo avvisati eh che il miele l’avrebbe fatto da padrone anche stavolta. Ed inizio da quelli presenti anche se lontani con una confessione: questa ricetta è il frutto di un furto da una Domenica in Famiglia. Di quelle che non ti eri mai concessa per via delle distanze non distanti, per via di priorità che ti portavano altrove nei fine settimana. Una Domenica di quelle belle, che iniziano col chiasso di una cuginanza a Milano per concludersi nella quiete dello scorrere di un ruscello a Lugano.

Una Domenica di quelle che nutrono il cuore prima che lo stomaco, di quelle che ti senti piccola (e d’altronde lo sei!) di fianco a tuo cugino più bravo di te ai fornelli. Ma come Lui stesso ha sapientemente detto “si guarda, si assaggia e si prova a riprodurre!” Bene, caro il mio “compare” (perché oltre che cugino mi sei anche padrino) sappi che ho seguito quanto da te suggeritomi.  Da giudice imparziale, qual sono, di me stessa direi che non sono andata male e, seppur “copiandoti” l’idea iniziale, ho personalizzato questo esperimento culinario. 

A te, a voi…

Occorrente:

Un sorriso colmo di ricordi che vi accompagni nell’esecuzione.

Ingredienti:

  • 25 gr di pan bauletto integrale
  • 10 gr di pistacchi non salati
  • 150 gr di filetto di platessa
  • 100 gr di patate rosse
  • 100 gr di porro
  • 2 cucchiaini di olio evo
  • mix di erbe aromatiche: timo, rosmarino e prezzemolo
  • aglio, sale e pepe q. b.

Procedimento:

Sciacquate con cura patate e porro. Tritateli grossolanamente in una pentola con dell’acqua e fate cuocere finché non saranno morbidi. Aggiustate di sale e pepe, frullate e, se serve per far asciugare di più, riponete qualche minuto sul fuoco.

Essiccate in forno a 200°C il pan bauletto per pochi minuti. Passatelo al mixer con le erbe aromatiche, i pistacchi lasciandone un paio per la decorazione, l’aglio, il sale e il pepe. 

Con un cucchiaino d’olio spennellate i pezzettoni di platessa e impanateli nel pane aromatizzato preparato in precedenza.

Mettete il pesce sulla leccarda rivestita di carta forno e cuocetelo per circa 15 minuti a 170°C con il restante cucchiaio d’olio.

Usando un cappello da prete (se lo avete altrimenti va bene un qualunque piatto fondo), servite la platessa sulla purea di porro e patate e guarnite con i restanti pistacchi tritati grossolanamente.

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Meno di 460 Calorie per questa monoporzione di tutto rispetto. Servitela con un Roero Arneis DOCG in abbinamento. Possibilmente non siate egoisti e non bevetelo da soli: per cui raddoppiate, anzi triplicate, la dose di questa ricetta.

Buon week end: che riservi a voi tutti momenti di gioia!

“E non importa quanto oggi ti sono lontano. Tu mi sei sempre a un millimetro di cuore.”

– Massimo Bisotti –

 

 

 

 

E poi… Le fragole!

Mi ricordano la mia infanzia le fragole: la distesa di piantine nel giardino davanti casa circondata dalle rose. Delizia e cornice dei miei compleanni: il 2 di agosto, le scuole chiuse, io che non ho mai festeggiato con i miei compagni di classe. Me era d’estate e l’estate allora era i cugini che tornavano in vacanza al paesello e con cui si passavano intere giornate al mare. Era l’amica di Tarvisio con cui ci si improvvisava venditrici abusive di frutta per le vie del Colle e con cui si costruiva il TanPatEnr… E voi direte: cosa cavolo è? Era una specie di slitta con le ruote che portava le gloriose iniziali delle costruttrici e dell’ ignara cavia, che veniva “lanciata” giù per la discesa dinanzi a casa, nonché fratello minore di una delle due MacGyver. Era i gessetti per fare la campana, era i pomeriggi passati a giocare a nascondino e ad “Un, due, tre, stella”. E soprattutto era la torta del mio compleanno con panna e fragole e la foto di rito in giardino con, a far da sfondo, le rose di Beatrice… Non sono più venute belle come quando le potava Lei quelle rose e le fragole ad un certo punto il mio Babbo non le ha più piantate. 

Chiudo qui questa parentesi nostalgico-romantica, ma vi avviso che anche la prossima ricetta avrà un taglio sdolcinato. Già… Perché “certi articoli” vengono fuori dal cuore prima ancora che dalle mani!

Ma ora… torta light alle fragole. 

Occorrente:

Tortiera da 15 cm.

Ingredienti:

Per la torta:

  • 100 gr di farina di farro integrale
  • 50 gr di farina di riso
  • 150 gr di fragole a pezzettini
  • 50 gr di fruttosio
  • 70 ml di acqua
  • 30 ml di olio di semi di mais
  • 2 uova
  • 4 gr di cremor tartaro
  • 8 gr di lievito per dolci
  • poche gocce di aroma di vaniglia
  • succo di mezzo limone

Per la decorazione:

  • 50 gr di fragole a fette
  • 10 gr di marmellata di fragole senza zuccheri aggiunti

Procedimento:

Mescolate le fragole col fruttosio e il succo del limone e lasciate marinare per un paio d’ore almeno.

Per-riscaldate il forno statico a 165°C.

Separate il tuorlo dagli albumi e montate questi ultimi a neve ben ferma insieme al cremor tartaro.  In un’altra ciotola versate i rossi, gli ingredienti secchi, compreso il lievito, quelli liquidi e montate sino ad ottenere un composto omogeneo.

Incorporate, usando sempre la frusta elettrica, le fragole col succo che avranno prodotto durante la marinatura e, da ultimi con l’aiuto di una spatola, gli albumi.

Versate il composto nella tortiera oliata ed infarinata e cuocete alla stessa temperatura di riscaldamento del forno per 50 minuti.

Sfornate, spennellate con la marmellata la superficie della torta e guarnitela con le fragole.

Ecco il mio risultato gustoso e light: solo 200 calorie ogni 100 grammi:

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Al taglio una sorpresa: le fragole si erano depositate sul fondo creando uno strato più cremoso rispetto al resto della torta rimasta invece più soffice:

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L’ennesima tortina monoporzione… Chiudo gli occhi e sorrido: se fossi stata al Colle le dosi questa volta sarebbero state doppie. Al mio Babbo sarebbe piaciuta più delle tradizionali zeppole che non può mangiare per via della sua “antipatica” e “ballerina” glicemia. Avrebbe detto anche che le fragole non sono più quelle di una volta: ed avrebbe avuto ragione❤️

Buona festa del papà… Babbo❣️

Ciocco pancakes.

Il modo migliore per iniziare la settimana superando alla grande il traumedì? Sorridere facendo colazione con i miei ciocco pancakes 🥞

Occorrente:

Padella antiaderente da 14 cm

Ingredienti:

Per i pancakes:

  • 30 gr di farina di farro
  • 30 gr di farina di riso
  • 10 gr di cacao amaro
  • 5 gr di fruttosio
  • 8 gr di lievito per dolci
  • 100 gr di latte scremato
  • 1 uovo intero
  • 10 gr di olio di semi di mais

Per la farcitura:

  • 30 gr di fragole
  • 30 gr di kiwi
  • 30 gr di banane
  • 30 gr di ricotta magra
  • 5 gr di miele
  • 3 gr di cannella in polvere

Procedimento:

Separate l’albume e montatelo a neve ben ferma.

Sbattete il tuorlo col fruttosio, aggiungete l’olio, il latte e gradatamente tutti gli ingredienti secchi. Da ultimo il lievito.

Con una spatola mischiate l’albume al resto del composto.

Scaldate la padella sul fornello, ungetela leggermente aiutandovi con uno scottex e versatevi un mestolo di composto. Cuocete qualche minuto per lato.

Con questa dose mi sono venuti 4 pancakes.

Preparate la farcitura mischiando la ricotta col miele e la cannella. Ungete i vostri pancakes con questa crema e distribuitevi sopra la frutta a pezzi.

Qui sotto il mio risultato:

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Vogliamo parlare di calorie? Solo 150 per 100 gr… Light e gustosi: serve dire altro?

Si! Buon lunedì amici con un augurio:

“Ridete sempre quando vi è possibile. È una medicina a buon mercato!”

-Lord Byron-

‘O baccalà pure pesce è!

Anzi… ricco di proteine, minerali, omega 3, vitamine del gruppo B e D,  a dispetto dell’aspetto, è stata un’ ottima scelta per variare le mia cena di qualche sera fa.

Farò una confessione: l’idea di prepararmelo giovedì scorso, mi è venuta ripensando ad un evento dei giorni passati dove, per farla breve, mi sono sentita come il “baccalà della situazione”. Lunga storia i sentimenti (non riferiti a quelli di una coppia, ma all’ Amore in generale) e lunga storia il rispetto e la gentilezza, ma non vi tedierò oltre a riguardo: avete una cena da preparare!

Rincasando da lavoro, al super sotto casa, sono partita acquistando il baccalà già ammorbidito disponibile al banco del pesce e, memore del proverbio che dà il titolo a questa ricetta, ho comprato come contorno i friarielli: volevo una serata a tema Napoletano!

Occorrente:

Padella antiaderente o wok.

Ingredienti:

  • 250 gr di friarielli già puliti
  • 2 alici sottosale ben lavate
  • 1 spicchio d’aglio
  • 5 gr di olio evo
  • un po’ di peperoncino fresco (facoltativo)
  • 150 gr di baccalà senza pelle
  • sale e pepe q.b.

Procedimento:

Scaldate il wok o la vostra padella: versateci lo spicchio d’aglio, l’olio, le alici a pezzetti e il peperoncino. Fate andare un paio di minuti a fiamma media, dopodiché versate i friarielli, coprite e cuocete, sempre a fuoco medio, per circa 20 minuti, aggiustando di sale se serve.

A cottura ultimata tenete da parte il contorno e, nella stessa pentola senza lavarla, cuocete pochi minuti il baccalà. Pepate a piacere: qui non ho messo sale perché di suo questo pesce è già saporito, ma se volete potete aggiungerne un po’.

Una volta cotto, con una pinza potete togliere le lische evidenti: in genere in cottura vengono fuori quelle che non si riescono a togliere prima.

Il mio risultato lo potete vedere qui sotto:

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Una monoporzione di tutto rispetto: in totale solo 260 calorie.

Non potevo non accompagnare la mia cena con una Falanghina Campi Flegrei DOC, se non altro perché potevo e volevo giocare in casa. Se non l’avessi avuta in cantina avrei osato con un Dolcetto d’Alba DOC. Anzi se optate per il secondo vino in abbinamento suggeritovi, non dimenticate di farmi sapere come trovate l’accostamento.

Chiudo questo articolo con un pezzo di una poesia sul baccalà e l’amore in cui ben si evidenziano l’analogia fra semplicità e genuinità dell’uno e dell’altro. Cose, queste ultime, che sempre più spesso non ci appartengono più!

-‘O baccalà nun è fesso-

… mentre tu ti senti furbo e figo

nelle mortali mode dell’intrigo

io mi lascio andare nell’umore

scivoloso e molle

dell’amore senza difese.

Per te songo’nu baccalà…

-Ferdinando Tricarico-

Il cioccolato è la materia di cui sono fatti i sogni.

Naaa… Frase troppo romantica! La realtà dei fatti è che il cioccolato è il migliore amico di noi donne: altro che diamanti, sogni o altre smancerie.

Così, per tirarmi su in una domenica fatta di antibiotici, fazzoletti e tisane calde (dannata influenza😡), mi son detta: “Torta al cioccolato!”

Peccato non avessi fatto i conti col frigo: zero uova, zero latte.

“E adesso?” tra me e me… “E adesso fantasia!”

Occorrente:

Tortiera da 15 cm di diametro.

Ingredienti:

  • 100 gr di farina integrale di farro
  • 100 gr di farina di riso
  • 65 gr di fruttosio
  • 20 gr di cacao amaro in polvere
  • 40 gr di scaglie di cioccolato fondente 85% o 90%
  • 300 gr d’acqua
  • 20 gr di olio di mais
  • poche gocce di aroma di vaniglia
  • 1 bustina di lievito per dolci

Procedimento:

Pre-riscaldate il forno statico a 170°C.

In una ciotola mettete tutti gli ingredienti secchi setaggiando farine, cacao e lievito. Mescolate e, con una frusta a mano, iniziate ad amalgamare olio, aroma di vaniglia ed acqua, gradatamente per non formare grumi.

Oliate ed infarinate la tortiera.

Infornate per 40 minuti tenendo la temperatura sempre a 170°C.

Sfornate, fate raffreddare e spolverizzate con un po’ di fruttosio.

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Il risultato potete vederlo: 210 calorie per 100 gr. e il mio “traumedì” è partito alla grande😍

Va bene lo confesso: ne ho mangiata una fetta anche appena sfornata con la tisana della domenica pomeriggio… in fondo necessitavo di coccole! E non venitemi a dire che è un caso che coccole e cioccolato iniziano entrambe con la lettera “c”😜

“Nove persone su dieci amano il cioccolato; la decima mente!”
-John Tullius-

 

Pensavo fosse amore invece era un cavolfiore.

Non potevo non scegliere un titolo vagamente, ma molto vagamente, romantico per la ricetta di oggi. E visto che la risposta ai colleghi che, guardando la mia schiscetta, chiedevano “Che buon profumo, come lo hai condito il tuo couscous?” è stata “Sembra… Ma…”, il titolo mi è balenato velocemente in testa.

Un esperimento, di quelli che a priori sei scettica, ma curiosa. Di quelli che ”vanno di moda”, che fanno molto “healthy style” e sotto sotto ti dici “Chissà!”

È partita così questa ricetta anche un po’ per necessità: poco in frigo e poco tempo per prepararmi il pranzo da portare al lavoro, visto che la pigrizia e il piumone avevano avuto la meglio su di me stamane.

Così… couscous di cavolfiore!

Occorrente:

Mixer e wok o padella antiaderente.

Ingredienti:

  • 200 gr di cavolfiore
  • 20 gr di cipollotto
  • 150 gr di asparagi
  • 120 gr di mazzancolle
  • 5 gr di semi di sesamo
  • 1 gr di wasabi (facoltativo)
  • 10 ml di salsa di soia a basso contenuto di sale
  • 5 ml di olio di sesamo

Procedimento:

Pulite e lavate bene il cavolfiore tenendo solo le testine ovvero la parte alta del fiore. I gambi potete metterli da parte e farli cotti un’altra volta (anzi se preferite potete farci questa gustosa tortina zebrata ⬇️

https://lapattyfbehealthybehappy.blog/2018/11/27/ma-ndo-vai-se-col-cavolfiore-un-dolce-tu-non-fai/).

Dopodiché tritate, non troppo finemente, nel mixer: il cavolfiore dovrà avere le dimensioni del couscous per intenderci.

Mescolate la salsa di soia con l’olio di sesamo e il wasabi.

Scaldate la padella o wok su fiamma senza olio. Versate il cipollotto, saltatelo qualche minuto, poi aggiungete gli asparagi tritati. Coprite e fate cuorere una decina di minuti, sfumate con il mix di condimento preparato prima. Mettete da parte gli asparagi.

Nella stessa padella saltate le mazzancolle e da ultimi i semi di sesamo.

Mescolateli al couscous di cavolfiore e condite con gli asparagi, le mazzancolle e la salsa di soia all’olio di sesamo e wasabi.

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Rispetto allo scetticismo iniziale, questo piatto alternativo è stato una piacevolissima sorpresa, un amore al primo assaggio: gustosissimo e con solo 275 calorie per questa gigante monoporzione.

E, anche se le farfalle nello stomaco io le sento solo per la fame, oggi chiudo l’articolo con un augurio a me stessa e a voi altri irriducibili single: cercatelo comunque l’Amore, quello vero, quello che fa patire e gioire, quello che chiede sottovoce piccole rinunce a favore della costruzione della coppia. E non abbiate paura se per trovarlo dovesse volerci una vita intera. Non arrendetevi, non accontentatevi e non innamoratevi, ma amate… Altrimenti si rischia solo di incaponirsi per un pensiero dell’amore.

Happy Valentine’s day ♥️

“Un pensiero senza Amore è un veliero senza vento. Puoi lucidarne la superficie, ammirarne le forme. Puoi persino spingerlo a fatica per qualche metro, ma non approderai da nessuna parte.

-Massimo Gramellini-

Al chiaro di luna anche un carciofo può sembrare una rosa.

Beh… Più che al chiaro di luna sarebbe il caso di dire al chiaro d’uovo, visto l’impiattamento finale disastroso. Anzi, proprio per quest’ultimo, il titolo giusto dell’articolo poteva essere “brutti, ma buoni”! Ma stasera sono pigra… Non lo cambierò.

In compenso l’abbinamento uovo/carciofo era decisamente azzeccato.

Occorrente:

Teglia da forno.

Ingredienti:

  • 3 carciofi
  • 10 gr di pangrattato
  • 5 gr di pinoli
  • 5 gr di olio evo
  • 5 gr di acciughe sottosale ben lavate
  • 5 gr di uva sultanina
  • un pezzettino di aglio e una spolverata di prezzemolo
  • un uovo intero

Procedimento:

Pulite i carciofi avendo cura di togliere la barbetta interna per bene.

Mettete nel mixer la parte più tenera dei gambi, il pangrattato, i pinoli, l’uvetta, l’olio e le acciughe. Frullate tutto.

Farcite i carciofi con questo composto e metteteli a cuocere in forno pre-riscaldato a 180°C per 45 minuti, coprendo la teglia con dell’alluminio.

Nel frattempo portate a bollore dell’acqua in un pentolino e versateci l’uovo. Fate cuocere 2 minuti per far sì che il tuorlo non rassodi. Con una schiumarola toglietelo dall’acqua delicatamente onde evitare di fare come me🤦‍♀️

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Dai… al chiaro d’uovo e con un po’ di fantasia, i miei carciofi, sembrano fiori😜 (ho detto sembrano e con fantasia!)

Calorie? Appena 290 per questa cena monoporzione, che salgono a circa 370 se accompagnate il piatto con 40/50 gr di pane integrale. Se invece preferite una cena con pochi carboidrati potete usare due uova e tenere le calorie sempre a 370.

Enjoy your meal😉

Pan-plumcake.

“Quando mia madre ci dava da mangiare il pane, distribuiva amore. ”

– Joel Robuchon-

Non so perché, ma l’idea iniziale era di fare del pane… Poi a posteriori mi rendo conto che più che un pane è una specie di plumcake non dolce. Ma dell’idea iniziale questo esperimento culinario ha mantenuto il “calore”❤️

Occorrente:

Teglia in alluminio (tipo quelle della Cuki) monoporzione.

Ingredienti:

  • 240 gr di fiocchi d’avena
  • 125 gr di yogurt magro
  • 4 datteri al naturale
  • 80 gr di latte scremato senza lattosio
  • 100 gr di albume
  • 16 gr di lievito per dolci
  • semi di bacca o poche gocce di aroma di vaniglia

Procedimento:

Accendete il forno statico e pre-riscaldatelo a 165°C.

Mettete in ammollo i datteri nel latte. Nel frattempo al mixer riducete i fiocchi d’avena in farina.

Sbattete gli albumi con una forchetta, aggiungete lo yogurt, il lievito per dolci, il latte in cui avete precedentemente messo in ammollo i datteri e, l’aroma o i semi di bacca di vaniglia.

Sempre al mixer frullate i datteri e aggiungeteli, insieme alla farina d’avena (di cui avrete tenuto da parte un cucchiaio) agli albumi mischiati al resto degli ingredienti.

Oliate ed infarinate con il cucchiaio di farina d’avena, la teglia in alluminio.

Infornate per 40 minuti.

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Con marmellata di fragole bio, questo pan-plumcake è strepitoso. Appena 190 Calorie per 100 gr… Serve dire altro? Si… Buona coccolazione domani❣️

at(TATAK)at(I) al tonno!

Già… Perché il problema della riuscita del mio tataki di tonno homemade era far rimanere attaccato il sesamo.

Memore però, di un glorioso filetto alla Wellington di qualche tempo fa, ho usato la senape. Non solo ha dato un sapore particolare al tonno, ma ha anche fatto sì che il sesamo rimanesse più vicino al pesce che al fondo del wok.

Occorrente:

Piastra per fornelli, o padella antiaderente, o wok (indovinate quale ho usato io?).

Ingredienti:

  • 120/150 gr di filetto di tonno alto un paio di cm
  • 10 gr di semini di sesamo
  • 15 ml di salsa di soia
  • 5 ml di olio di sesamo
  • 5 gr di senape
  • 5 gr di zenzero fresco grattugiato
  • 40 gr di insalata mista
  • 40 gr di mango a cubetti

Procedimento:

Marinate il vostro filetto di tonno in 10 ml di salsa di soia in cui avrete mescolato lo zenzero fresco.

Io l’ho tenuto un 15 minuti intanto che preparavo il contorno: insalata mista con mango condita con 5 ml di salsa di soia, l’olio di sesamo e il wasabi. Potete altresì condirla solo con olio evo, sale e una spruzzata di lime. L’importante è che non mischiate salsa di soia ed olio d’oliva perché come accostamento è poco gradevole.

Nella padella rovente tostate il sesamo pochi minuti, aggiungendo la salsa di soia allo zenzero con cui avete marinato il tonno in precedenza.

Spennellate il filetto con la senape, impanatelo con il sesamo tostato e scottatelo poco più di un minuto per lato: dentro deve restare roseo.

Affettate il vostro tonno tataki e adagiatelo sull’ insalatina con mango.

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Gustosissimo e con solo 310 Calorie che salgono poco sotto le 400 se accompagnate con pane integrale tostato.

Per chi non bada alle calorie, può godersi questo tataki di tonno con un vino rosso che ho recentemente bevuto in occasione di una degustazione: il Ruché di Castagnole Monferrato DOCG. Speziatura e piccantezza di senape, zenzero e wasabi, presenti in questo piatto, ben si sposano, a mio giudizio, col tannino non troppo prepotente e la componente leggermente aromatica del suddetto vino. Ah ovviamente badate alla temperatura di servizio: che sia intorno e, possibilmente non oltre, i 15°C. Cheers😉