E tu pruvece!

Pruvece se sei di Teramo a fare il timballo per una persona sola. Pruvece… e voglio vedere se riesci a non fare dieci mini timballi in una volta o una teglia che da sola ci mangi dieci giorni. Pruvece!

“Pruvece!” Mi disse un’ Amica leggendo il primo articolo di questo blog. “Pruvece a rivisitare qualche ricetta della tradizione in chiave monoporzione.” E niente ci ho provato! E ne è venuta fuori la miglior monoporzione di sempre.

Mi scuso con i Teramani, ma la rivisitazione di una ricetta tradizionale non è semplice: lu timball lo mangi per le grandi occasioni, lo condividi, ci metti due giorni a prepararlo. Beh io sono single, ero lontana dall’ Abruzzo sotto le feste natalizie, non volevo impiegare più di una domenica mattina per prepararlo… Quindi non contestatemi con “Eh, ma il pollo va cotto in forno, intero, e poi disossato e spezzettato!”; “Eh, ma meglio il sugo con la carne mista e le spuntature di maiale dove poi affoghi le pallottine preparate a parte!”; “Eh, ma anche due pisellini ci starebbero bene!”

Senza “Eh” e senza “ma” Jì ci sò pruvate! E il risultato non è stato niente male… Anzi!

Occorrente:

Vaschetta in alluminio da una porzione.

Ingredienti:

  • 150 gr di spinaci crudi
  • 100 gr di petto di pollo
  • 125 gr di mozzarella
  • 20 gr di parmigiano
  • 2 uova di scrippelle come da ricetta
  • 1 uovo per il ripieno
  • 2 cucchiai da cucina di latte
  • 250 gr di trito misto (vitello e maiale)
  • 350 gr di polpa di pomodoro
  • un cucchiaio di misto per soffritto fatto con carote, cipolla e sedano
  • olio, burro, sale e pepe q.b.
  • uno spicchio d’aglio

Procedimento:

Per prima cosa procedete a fare le crespelle come indicato in questa ricetta:

https://lapattyfbehealthybehappy.blog/2020/12/06/si-scrive-love-e-non-e-un-errore/

Nel frattempo soffriggete in un po’ d’olio il trito di carota, cipolla e sedano. Versate la carne macinata. Fate andare qualche minuto prima di aggiungere la salsa di pomodoro e portare a cottura il ragù. Deve essere ristretto.

In una padella antiaderente cucinate con un filo d’olio il petto di pollo salato e pepato e, a cottura ultimata, riducetelo a cubettini.

Soffriggete uno spicchio d’aglio con l’olio d’oliva e cucinate gli spinaci regolando di sale: tritateli una volta pronti.

Amalgamate in un piatto l’uovo con due cucchiai di latte ed un pizzico di sale.

Gli ingredienti pronti per la preparazione finale.

Ungete con un fiocchetto di burro la teglia e foderatela con uno strato di crespelle facendole sbordare (come da immagine sotto).

Distribuite un cucchiaio di ragù sul fondo, poi il petto di pollo, la mozzarella, gli spinaci e cospargete con parmigiano ed un cucchiaio di uovo sbattuto col latte. Coprite con una crespella e ripetete questa stratificazione fino a riempire la vaschetta di alluminio.

Composizione degli strati.

L’ultimo strato copritelo con le crespelle sbordanti. Distribuite il composto di uovo e latte restante e mettete qualche fiocchetto di burro in superficie. Cospargete con del parmigiano.

La finitura.

Infornate a 180°C per circa 40 minuti avendo l’accortezza di coprire con della carta stagnola se vedete che inizia a “colorarsi” troppo. Il timballo sarà pronto quando la superficie sarà gonfia. Spegnete il forno lasciandolo ancora dentro qualche minuto. Capovolgete il timballo su un piatto da portata, tagliate la porzione che consumerete e magari accompagnate con un Cerasuolo per reggere il piatto al palato, ma non coprirlo troppo nel gusto.

Eccolo appena sfornato.

Le calorie boh… Non le ho quantificate: ho mangiato la mia monoporzione per due giorni: certo forse sarebbe il caso di dire che è una monoporzione da condividere e, ovviamente, io ve lo auguro. ❤️

Ecco a voi la mia monoporzione: ricca, seppur preparata con molte scorciatoie… Ricca delle emozioni di un Natale diverso, ma pur sempre Natale.

❤️ E non aggiungo altro.

Ah dimenticavo: con gli ingredienti avanzati ho fatto un fagottino di timballo che ho congelato e cucinerò presto.

Alla mia Amica: “alla fine, una pandemia e io ci sò pruvat a rivisitare una ricetta della tradizione.”

“Ci so pruvat!” , come ci provo sempre: a fare meglio, a fare qualcosa che credo di non saper fare. A crederci sempre… Fino a riuscirci. “Ci so pruvat!”

Provaci… e se sbagli, provaci ancora!”

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